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Quando un bisogno diventa impegno. La nascita di UTA

Ci sono momenti in cui una situazione osservata da vicino non può più essere ignorata.

Nel secondo capitolo dell’intervista a Fra Luca Beato, il racconto si sposta su uno dei primi bisogni affrontati: la cura dei bambini colpiti dalla poliomielite.

Ma prima ancora dei progetti, c’è un incontro.

 

Quello con Fra Piergiorgio Romanelli, medico missionario a Tanguiéta, che negli anni ’90 racconta in Italia la realtà degli ospedali africani e le difficoltà quotidiane nel garantire cure adeguate.
Un racconto diretto, concreto, che mette in evidenza bisogni sanitari spesso invisibili.
👉 https://www.fatebenefratelli.it/blog/fra-piergiorgio-romanelli-sogno-solidale-per-africa

 

Guarda il video racconto di Fra Luca Beato

 

 

Negli ospedali di Tanguiéta e Afagnan, i bambini colpiti dalla poliomielite potevano essere curati.
Ma il percorso era lungo, complesso e costoso.

Interventi chirurgici, mesi di degenza, riabilitazione.

Le famiglie, nella maggior parte dei casi, non avevano la possibilità di sostenere queste cure.

È in questo contesto che nasce una prima risposta: raccogliere fondi per permettere a questi bambini di essere curati.

Un’azione concreta, immediata.

Ma presto emerge una domanda più ampia:
come rendere questo aiuto stabile nel tempo?

Non basta intervenire una volta.
Serve continuità.

È da questa consapevolezza che, nel 1996, nasce UTA – Uniti per Tanguiéta e Afagnan.

Un’associazione che non nasce per un singolo progetto, ma per accompagnare nel tempo il lavoro degli ospedali.

Questo passaggio segna un cambio di prospettiva:
dall’intervento alla relazione.

 

Questo è il terzo capitolo di un percorso dedicato ai trent’anni di UTA.

Altri episodi seguiranno nelle prossime settimane.

 


 

Dai una mano anche tu

Sostenere UTA significa rafforzare un sistema di cura che accompagna madri e bambini nei momenti più delicati.

Anche una  piccola cifra può fare la differenza.

 

 

 

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